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Fp Cgil, i congressi territoriali / Pavia, Galantucci e il valore al lavoro di pubblica utilità

Secondo mandato confermato alla segretaria generale, eletta dall’assemblea congressuale con 39 sì, 3 no, 3 astenuti (sui 45 presenti dei 50 aventi diritto)
12 ott. – L’universalità dei diritti è un principio cardine dell’azione della Cgil, “irrinunciabile” per Anna Maria Galantucci, oggi rieletta alla guida della Fp Cgil Pavia. Aprendo, ieri, i lavori dell’XI congresso della categoria, la segretaria generale ha ricordato come, nel 1980, la nascita della Funzione Pubblica fu una scelta politica, frutto straordinario di un’evoluzione culturale che metteva in parallelo il lavoro pubblico e la riforma della pubblica amministrazione, trovando la sua ragione d'essere nella produzione dei servizi per i cittadini. Questa mission si è ormai estesa oltre i confini del pubblico impiego. È d’obbligo perciò riflettere sull’evoluzione di questa trasformazione: lavoratori privati che svolgono servizi pubblici spesso essenziali, ma in condizioni peggiori rispetto ai colleghi ‘pubblici’”. Una trasformazione che sul territorio pavese viene rimarcata non solo dalla crescita di diversi servizi – per lo più appaltati al ribasso –, dalla riabilitazione all’assistenza, ma anche da un tesseramento alla Cgil (e da un’attività vertenziale, vedi le cooperative) che cresce di più nei settori privati, con i servizi pubblici penalizzati dal blocco del turnover, pochi giovani e lavoratori sempre più vicini alla pensione. Altra scelta politica, questa, portata avanti da liberalizzazioni e privatizzazioni e con l’arretramento dello Stato in economia. “Da questo dato emerge la necessità, per la nostra organizzazione, di analizzare i bisogni emergenti di questi lavoratori e lavoratrici per rivedere anche il nostro modello organizzativo locale e la tipologia di servizi che offriamo, che devono essere sempre più specialistici e sempre più capaci di garantire tutele”  sostiene Galantucci che individua nel contratto nazionale di lavoro “la prima tutela individuale indispensabile per i lavoratori pubblici e privati”. Un diritto troppe volte non considerato tale, come mostra “lo scarso rispetto della periodicità dei rinnovi”. Se nei comparti privati – dalla sanità a una parte del terzo settore – il rinnovo ancora si fa attendere (in sanità privata da 12 anni!), è pur vero che, dopo tanto lottare, e ad esclusione dei medici e dirigenti del Ssn, nei comparti pubblici il rinnovo, dopo 10 anni, è stato conquistato. E si sono  rinnovate le rappresentanze sindacali unitarie, con preferenza confermata ai confederali. “Ora perciò, con le Rsu rinvigorite e i contratti rinnovati, siamo in condizioni di svolgere ciò che ha sempre caratterizzato la Cgil e cioè ‘contemperare i diritti dei lavoratori con la produzione dei servizi’. Occorre quindi mettere a sistema le relazioni sindacali, la contrattazione integrativa, ponendo al centro la valorizzazione delle professionalità, il riconoscimento economico, l'organizzazione del lavoro, la formazione professionale, senza sottovalutare quanto queste materie, contrattualmente previ ste, siano in relazione con i servizi per gli utenti”. E facendo leva su un mix importante: l’esperienza dei delegati di posto di lavoro con i valori della Cgil.
Il vasto e complesso territorio pavese, specchio del paese, è campo di tante battaglie. Dagli istituti clinici Maugeri, con il cambio unilaterale del contratto da parte della Fondazione, alla cooperativa Opera Servizi, dove la Cgil ha vinto la causa per le mancate trattenute sindacali. Dalle cure che non vengono garantite in tutti gli ambiti, anche per carenza di alcune specialità mediche, al Policlinico San Matteo con 250 ricercatori precari che nell’arco di 2 anni si sono dimezzati. Dal Comune di Vigevano dove finalmente sono ripartite le relazioni sindacali ed è stato siglato laccordo sulla produttività alla difesa della sede vogherese dell’Agenzia delle Entrate, di cui si ipotizzava la chiusura. Per Galantucci “Lo sforzo richiesto in questi anni è stato rilevante per la gestione delle vertenze, degli stati di crisi, dei singoli casi di tutela affrontati in tutti i comparti della categoria. Ci siamo messi al servizio delle persone e abbiamo presidiato centinaia di posti di lavoro. Oggi con ancora più forza bisogna ridare significato e valore al lavoro pubblico o meglio di pubblica utilità. Dopo anni di mortificazione dobbiamo ritrovare l’orgoglio di essere costruttori di uguaglianza e di opportunità”.
tiziana.altea | 12 ottobre 2018, 17:30
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