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Verso un diritto di famiglia contro donne e bambini?

“Pillon, ‘figura di spicco’ del family day, ignora la realtà”. La denuncia del Dipartimento politiche di genere CGIL, su una riforma che non deve passare
13 set. – La Cgil dice no a un disegno di legge pericoloso. E’ il ddl Pillon, dal nome del senatore leghista che lo ha proposto. Al centro l’affido condiviso dei figli di genitori separati. Secondo il ddl i bambini dovrebbero trascorrere metà del tempo con il padre e metà con la madre e avere quindi due case, mentre sparirebbe l’assegno di mantenimento. Ogni genitore sosterebbe le spese per i figli a seconda che questi si trovino a casa della madre o del padre. Per Loredana Taddei, responsabile del Dipartimento politiche di genere della Cgil nazionale, il ddl “ignora il gap salariale tra uomini e donne e che in Italia lavora una donna su due.  Ignora la  violenza maschile, che determina molte richieste di separazioni”. Inoltre “non tiene neanche conto del fatto che siamo anche un Paese dove, più che in altri, il lavoro domestico e la cura sono affidati prevalentemente alle donne. Una realtà – prosegue – molto lontana dal concetto di bigenitorialità, di cui è astrattamente intriso il ddl in questione, che privilegia le fasce benestanti fatte di genitori entrambi ricchi, con belle case e con uguale tempo da dedicare ai figli”. Sul web e sulla stampa si moltiplicano le critiche e gli appelli affinché la legge non passi. Potrebbe essere l’ennesimo passo nella direzione delle disuguaglianze, in un paese in cui il gender gap è già tra i più critici d’Europa. (aa)
angela.amarante | 13 settembre 2018, 09:00
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