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VVF Lecco / Luigi Casalini è il nuovo coordinatore Fp Cgil

Il comando provinciale è piccolo e si fanno interventi di varia natura, a volte complessi. Il delegato Fp Cgil concentra la sua attenzione sulla nuova caserma e sulla carenza di personale. Ma anche sui giovani. “E’ necessario riportarli verso il sindacato, fargli capire il grande lavoro che facciamo”
5 giu. – Luigi Casalini è il nuovo coordinatore dei vigili del fuoco di Lecco per la Fp Cgil. Due mestieri, quello di pompiere e quello di sindacalista, che svolge “per passione”. Volontario dal 1999, è stato stabilizzato tramite concorso interno nel 2010. “Al comando di Lecco – racconta Casalini - si lavora bene perché è piccolo e se ci sono problemi possiamo confrontarci subito coi vertici, a differenza di quanto può accadere nei comandi più grandi. Di solito risolviamo i problemi interni al tavolo di trattativa senza bisogno di aprire vertenze. Resta il danno grave della carenza d’organico, come in tutta la Lombardia, ed è per questo che anche noi siamo in stato di agitazione. La nostra condizione potrebbe peggiorare già da questa settimana, perché due colleghi qualificati tenteranno il concorso per diventare capireparto. Se cambieranno ruolo resteranno 18 qualificati a svolgere le mansioni quotidiane, diverse da quelle di un caporeparto. Diciotto persone sono poche, per un comando piccolo come il nostro”. Iscritto alla Cgil “per affinità ideologiche, e per l’importanza di far parte di una confederazione che non vede solo pompieri ma lavoratori”, il neo coordinatore intende aiutare i colleghi e tutelare i loro diritti. Pensa alla nuova caserma. “Ce la promettono da anni. Ci auguriamo che si muova qualcosa a breve. Terremo alta l’attenzione. Ne abbiamo davvero bisogno, l’attuale caserma è vecchia e mancano gli spazi. Era nata come sede di distaccamento, oggi non è adatta ad ospitare un comando provinciale”. A livello sindacale c’è un altro obiettivo che Casalini vorrebbe raggiungere. “Riportare i giovani verso il sindacato. Fare proselitismo facendogli capire quello che facciamo. Spesso non viene percepito che dietro ogni conquista, che sia un aumento contrattuale o altro, c’è un grosso lavoro sindacale a livello nazionale, regionale e/o locale. Ai giovani dico: più siamo meglio è. E impegnarsi in prima persona è una cosa bellissima”. (aa)
angela.amarante | 05 giugno 2018, 09:36
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