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Pa e visite fiscali

L’Inps ha predisposto un messaggio che fa il punto sulle regole del nuovo polo unico. Su infortuni e malattie professionali una marcia indietro grazie all’intervento della Fp Cgil
4 giu. – La nascita del Polo unico per le visite fiscali, che per decreto legislativo sono diventate competenza esclusiva dell’Inps da maggio 2017, sta portando novità per i dipendenti pubblici. I messaggi dell’Istituto previdenziale stanno chiarendo alcuni punti. Il più significativo, oggetto di dibattito tra i lavoratori, riguarda gli infortuni e le malattie professionali. Su intervento della Fp Cgil e dell’Inca nazionali è stato chiarito che in questi 2 casi l’Inps non può effettuare visite di controllo, a differenza di quanto si diceva qualche mese fa.  “A meno che non ci sia la chiusura dell’istruttoria aperta dall’Inail – specifica Claudio Tosi, Fp Cgil Lombardia -. Se l’Inail certifica un danno permanente, può essere richiesta la visita di controllo e il lavoratore pubblico deve garantire la presenza nelle fasce orarie 9-13 e 15-18”. Attualmente le fasce orarie sono l’unico elemento non ancora armonizzato col settore privato. Per i pubblici però ci sono altre novità. “Il certificato medico – spiega Tosi - va inviato solo al datore di lavoro e sarà cura di quest’ultimo trasmetterlo all’Inps. Chi non può garantire la presenza a casa nelle fasce prestabilite, e per valido motivo, deve giustificarsi presso l’amministrazione, che a sua volta avviserà tempestivamente l’istituto”. Tutte queste regole non valgono per due sole categorie di dipendenti pubblici, cioè la polizia penitenziaria e i vigili del fuoco. Come per le forze armate, sono previste particolari disposizioni che tengono in considerazione aspetti legati alla sicurezza e segretezza nazionale, oltre alla valutazione dell’integrità psicofisica (idoneità) in soggetti che quotidianamente utilizzano armi da fuoco. (aa)
angela.amarante | 04 giugno 2018, 08:48
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