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Il welfare universale è sviluppo

Tra i temi trattati ieri all’assemblea generale della Fp Cgil nazionale il ruolo dei servizi pubblici come promotori di benessere, cura e assistenza sociale
17 mag. - “Abbiamo bisogno di definire in modo chiaro il tipo di welfare che vogliamo per il Paese. Rispettando i nostri valori e parlando a operatori e cittadini, serve rilanciare un sistema sanitario che garantisca per tutti e in modo uguale i diritti universali”. Così la segretaria generale della Fp Cgil Lombardia, Manuela Vanoli, nel corso del suo intervento all’Assemblea generale della categoria nazionale convocata in vista del Congresso della Cgil e tenutasi martedì 16 maggio a Roma. “Noi siamo il sindacato che rappresenta tutte le professionalità senza mai dividere il mondo del lavoro. La risposta non è mai la frammentazione, dobbiamo valorizzare il valore aggiunto del nostro essere confederali. Sul welfare contrattuale va chiarita la finalità per evitare che si riduca ad essere solo uno strumento di integrazione al reddito grazie alla detassazione. Già nell’accordo del 30 novembre 2016 abbiamo affermato che per la Fp le funzioni devono restare ancorate al sistema pubblico senza trasferimento di competenze al privato” ha aggiunto Vanoli.
La segretaria generale della Fp nazionale Serena Sorrentino ha sottolineato che “il welfare è fattore di crescita non spesa assistenziale e pertanto deve essere sottratto al computo dei vincoli della finanza pubblica in tema di contenimento della spesa e investimenti delle amministrazioni. Il welfare come parte integrante del modello di sviluppo e sistema di sicurezza sociale non può essere considerato: residuale, saltuario, non universale. La stessa esigibilità del servizio pubblico in tutto il paese, è parte della politica di coesione, non v’è dubbio infatti che proprio i servizi pubblici sono oggi il vero banco di prova nel colmare il divario in termini di cittadinanza con il Mezzogiorno”.
Anche la segretaria generale Cgil Susanna Camusso ha chiuso i lavori dell’assemblea ricordando che il welfare universale “rappresenta una modalità propulsiva per lo sviluppo del Paese. Le politiche sociali non possono essere considerate altro dallo sviluppo economico del terrritorio. Non si tratta solo di contrasto e riparazione delle disuguaglianze ma di promozione ed espansione”. (Lucilla Pirovano)
pubblicazione | 17 maggio 2018, 09:34
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