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#Rsu18 / Gabriella Liberini sulla 194: le donne si autodeterminano, per farlo serve prevenzione

Una candidata in prima fila per le donne, la libertà di scelta e il diritto all’autodeterminazione
16 apr. – “Il corpo delle donne diventa un campo di battaglia in tempi di elezioni e campagne elettorali. Riemergono integralisti e speculatori politici che sfruttano una tematica sensibile al patriarcato”. A dirlo Gabriella Liberini, assistente sanitaria agli Spedali Civili di Brescia, delegata Fp Cgil. Solo pochi giorni fa l’associazione Provita, già salita agli ‘orrori’ delle cronache per l’affissione di un manifesto antiabortista poi fatto rimuovere, ha tenuto una conferenza stampa in Senato. Per Liberini c’è una “disinformazione disarmante” sulla legge 194, che a 40 anni dalla sua approvazione ha consentito di abbassare il tasso di abortività in Italia, sceso oggi all’8% e in costante diminuzione. Tra i primi obiettivi della legge c’è la prevenzione. E qui si apre il primo problema. “I consultori pubblici sono stati rimossi dal territorio – denuncia Liberini -. La cultura della prevenzione è stata schiacciata dalle logiche di mercato. Oggi prevalgono i consultori privati, che a Brescia come in tutta la Lombardia rappresentano almeno il 50% dell’offerta. Ma i consultori privati sono cattolici, se ne guardano bene dal favorire l’autodeterminazione delle donne, che è fondamento della 194. La legge aveva fatto emergere il dramma degli aborti clandestini, ha posto fine alle morti, ha lanciato due messaggi: le donne si autodeterminano, per farlo serve la prevenzione. Acquisita la consapevolezza della libertà di scelta, le donne si premuniscono ma bisogna dare loro gli strumenti”. Sull’interruzione volontaria di gravidanza si apre il secondo problema: troppi obiettori di coscienza. “Agli Spedali Civili la situazione tiene. In provincia è un dramma. Abortire negli ospedali di Desenzano, Iseo, Gavardo è pressochè impossibile. Parliamo di ospedali pubblici che non garantiscono l’attuazione di una legge. Se guardiamo alla Lombardia, l’obiezione di medici e infermieri si attesta al 70%, in altre regioni addirittura al 90%”. La Rsu degli Spedali Civili, di cui Liberini fa già parte, ha sempre posto attenzione al tema. L’impegno proseguirà. La delegata Fp Cgil si ricandida, e spiega cosa ha fatto e cosa continuerà a fare la Cgil per le donne. “Dobbiamo muoverci sempre sul diritto all’autodeterminazione. Fare attenzione alle chiusure di servizi, contrastarle, come abbiamo fatto contro la chiusura del consultorio di via Baracca. Denunciare le obiezioni di struttura. Le donne della Cgil proseguiranno la mobilitazione sul tema della prevenzione, per la riappropriazione degli spazi che ci sono stati tolti”. Un tema strettamente connesso al lavoro: quello delle operatrici e degli operatori sanitari che continuano ad offrire un servizio pubblico, e che non possono scontarne l’arretramento. (aa)
angela.amarante | 16 aprile 2018, 09:10
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