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Cenacolo Vinciano / L’Ultima Cena, non un’uscita di scena

I lavoratori del Mibact esprimono stima, solidarietà e vicinanza ai 18 operatori dei servizi aggiuntivi che rischiano dopo 20 anni il posto di lavoro
13 apr. – Anche i dipendenti del ministero dei Beni Culturali sono a fianco dei lavoratori della biglietteria e del bookshop del Cenacolo Vinciano Di Milano. In vista del rinnovo dell’appalto dei due servizi, il ministero ha dato mandato al Consip di redigere il bando che, però, non è chiaro sulla continuità occupazionale. La società che vincerà l’appalto potrebbe decidere di non tenere nessuno degli attuali addetti. “La tendenza è quella di assumere nuove persone ad un livello salariale più basso”, dice la coordinatrice Fp Cgil Lombardia Maria Teresa Caracciolo. Lavoratrici e lavoratori pubblici si rivolgono direttamente al ministro Dario Franceschini, perché, come sostiene Caracciolo: “Lo Stato deve farsi garante del destino di questi 18 lavoratori visto che consente all’operatore economico di guadagnare una percentuale sugli ingressi. Chiediamo che venga garantito il lavoro a queste persone, che hanno esperienza ventennale e che non sono facilmente sostituibili come qualcuno può pensare. A loro va la nostra solidarietà e il riconoscimento del loro valore”. Vito Romito, Fp Cgil Milano: “Abbiamo indetto con Cisl e Uil due ore di assemblea e siamo scesi in presidio a fianco dei 18 lavoratori. E’ in gioco il destino di 18 famiglie e il diritto al lavoro. Il mancato inserimento della continuità occupazionale nel bando Consip viola l’accordo sottoscritto nel 2015 col ministro Franceschini e fortemente voluto dalle organizzazioni sindacali, che invece salvaguarda i livelli occupazionali in caso di cambi d’appalto”. In un tweet solidale alla protesta dei 18 lavoratori, la segretaria generale Susanna Camusso giudica “insopportabile che ad  ogni cambio appalto si debba riconquistare la clausola sociale!”.  (aa)
angela.amarante | 13 aprile 2018, 14:46
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