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Sanità lombarda / Fp Cgil: serve più responsabilità, politica e delle professionalità

I segretari generali della Fp Cgil Lombardia, Manuela Vanoli, e della Fp Cgil Milano, Natale Cremonesi, sull’ennesimo scandalo che torna a minare l’eccellenza del sistema sanitario regionale
12 apr. – Due ospedali milanesi del settore ortopedico coinvolti nell’ennesimo scandalo che infanga la sanità lombarda. Sulla stampa fioccano articoli sull’inchiesta della Procura di Milano che vede coinvolti  il Gaetano Pini, ospedale pubblico, e il Galeazzi, istituto del privato accreditato (Gruppo San Donato - famiglia Rotelli). Ai domiciliari, con l’accusa di corruzione, sono finiti 4 primari e una direttrice sanitaria, mentre in carcere un imprenditore monzese. “Nell’attesa che l’inchiesta della magistratura faccia il suo corso, va sottolineata la responsabilità politica di chi dovrebbe garantire un sistema di controlli che, evidentemente, non vengono fatti a sufficienza e a dovere. Vogliamo però anche richiamare un’altra responsabilità che dovrebbe sempre essere agita in nome della tutela della salute delle persone: quella individuale di professionalità che, per ruolo e competenze, sviliscono la loro missione per mero tornaconto personale”  hanno dichiarato Manuela Vanoli, segretaria generale Fp Cgil Lombardia, e Natale Cremonesi, segretario generale della Fp Cgil Milano. I sindacalisti sottolineano come un’aggravante quando le malefatte vengono fatte da dirigenti le cui competenze e la cui levatura dovrebbero essere garanzia di qualità, anche in termini etici. “Quando nell’illegalità e nel malcostume sono coinvolte alte professionalità è ancora più vergognoso e odioso, proprio per la posizione che rivestono. Ed è vergognoso e odioso sia di fronte alle cittadine e ai cittadini cui devono rispondere ma anche nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori della sanità che onestamente erogano servizi all’utenza tra mille difficoltà e condizioni di lavoro spesso pessime per via delle carenze di personale, logistiche e organizzative”. Già, dunque, sarebbe doveroso rispettare il giuramento di Ippocrate, cui i medici sono tenuti per impegno professionale. Poi c’è la funzione pubblica di un lavoro che non va svolto nel proprio interesse ma per quello della collettività. “Lo ribadiamo: vogliamo più trasparenza, più controlli e più efficaci. Vogliamo legalità nella sanità. Una sanità produttrice di salute e cura per le cittadine e cittadini, su cui si investe come motore di sviluppo e nel rispetto e valorizzazione delle sue operatrici e operatori. Una sanità che si rispetti: dalla sua governance alle sue pratiche” chiudono Vanoli e Cremonesi.
tiziana.altea | 12 aprile 2018, 10:04
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