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#Rsu18 / Alberto Evangelista all’INT e la battaglia per stabilizzare i precari

“La forza della Fp Cgil sta nel gruppo”, dice il candidato. Un gruppo che pensa ai precari, a tutti i colleghi, ai pazienti
12 apr. – “Orgogliosi del percorso che ha portato allo stanziamento di fondi per i precari degli Irccs nella finanziaria 2018. Orgogliosi perché è partito dalla Cgil dell’Istituto Tumori, dal coordinamento nazionale e dai comitati dei precari, uno dei più attivi proprio quello lombardo”. A dirlo Alberto Evangelista, coordinatore uscente della Rsu dell’Istituto milanese dedicato all’assistenza e alla ricerca sul cancro. Evangelista, che si ricandida alle elezioni del 17-18-19 aprile, ha seguito in prima persona a livello sindacale il dramma dei precari degli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, 3500 in Italia, oltre 1500 in Lombardia di cui quasi 500 (su 1200 dipendenti del comparto) all’Istituto Tumori di Milano. “Parliamo di persone che hanno un’anzianità di lavoro superiore anche ai 15 anni – racconta il candidato -. Studiosi da 250 pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali. Eppure trasparenti alla politica, al Ministero come a Regione Lombardia, che non investono nella ricerca pubblica. Le aziende private e le case farmaceutiche ce li soffiano sotto il naso”. C’è ancora molta strada da fare. I fondi previsti dalla finanziaria per trasformare i contratti di collaborazione in contratti a tempo determinato sono importanti, ma manca almeno un altro passaggio, come spiega Evangelista, ed è l’inserimento in coda contrattuale nel nuovo contratto nazionale della Sanità dei livelli, delle declaratorie, di tutti gli elementi che definiscono le figure professionali dei ricercatori precari. “Per la prima volta una legge si occupa di loro, ma il nostro impegno continua”. Per Evangelista “la ricerca è il futuro, è un investimento per razionalizzare – non per tagliare – i costi della salute, per trovare nuove terapie”. Il candidato, amministrativo in area epidemiologica, racconta che i lavoratori dell’Istituto “sentono le necessità dei pazienti, il dolore, la forza, la dignità che trasmettono”. Perché i lavoratori e le lavoratrici dell’Istituto devono scegliere la Cgil? “Perché esprime la forza di un gruppo coeso, competente e non segue interessi personalistici. Nella nostra lista sono presenti tutte le figure professionali, tutte le categorie sono rappresentate. Abbiamo pronta una piattaforma di applicazione del contratto, vogliamo farlo conoscere a tutti, portarlo avanti, lavorare sul prossimo rinnovo. Crediamo nell’etica professionale e nella solidarietà. Abbiamo organizzato una raccolta fondi per Emergency e devoluto una quota dello stipendio per l’acquisto di defibrillatori per il comune terremotato di Accumoli. Proseguiamo in questo solco”. (aa)
angela.amarante | 12 aprile 2018, 10:02
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