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Ipotesi di accordo medici di medicina generale

Tra le priorità dell’ACN il piano nazionale delle cronicità e quello della prevenzione vaccinale
11 apr. – Firmata il 29 marzo scorso l’ipotesi di accordo collettivo nazionale (ACN) per la disciplina dei rapporti con i medici di medicina generale. “Allo stato attuale, l’accordo non definisce molto più del recupero di indennità relative a una vacanza contrattuale che perdurava da fine 2009. Contiene tuttavia, seppure in embrione, alcuni apprezzabili indirizzi che andranno sviluppati. Auspichiamo che entro fine anno si concluda in un vero ACN, normativo ed economico, seppure, da questo punto di vista, nascerà già scaduto perché relativo al triennio 2016-2018” sostiene Giorgio Barbieri, responsabile MMG Fp Cgil Lombardia. Il testo affronta urgenze quali il piano nazionale cronicità e il piano nazionale prevenzione vaccinale. “Per quanto riguarda le cronicità, si affronta finalmente il tema dell’appropriatezza delle prestazioni non solo con la bussola del risparmio sulla spesa sanitaria ma impegnando le Regioni a programmare l’assistenza alle persone nel rispetto delle evidenze scientifiche e nella condivisione di percorsi diagnostici terapeutici assistenziali – osserva il sindacalista -. Interessante la scelta di incentrare la tutela della salute dei pazienti sulla figura del loro medico di medicina generale, prevedendone l’attiva partecipazione nella valutazione diagnostica e nell’individuazione della cura più idonea”. Non dovrebbe essere già così? “Non va dato per scontato un servizio sanitario nazionale e pubblico, conquistato in Italia solo quarant’anni fa e che merita di essere corretto dove necessario ma soprattutto difeso, in un momento in cui viene gravemente ridimensionato in paesi come Grecia o Regno Unito”. E dunque? “Grazie a una oculata visione di sistema e riconoscendo il ruolo fondamentale del medico di medicina generale, questo ACN va in controtendenza con le fughe in avanti di Regione Lombardia, che sta invece perseguendo una progressiva esternalizzazione delle cure primarie attraverso il tentativo di affidare i malati cronici non più alle cure del medico di fiducia ma alla gestione di enti privati o cooperative”.
Mentre sul piano nazionale di prevenzione vaccinale? “È un altro punto forte dell’ipotesi. Anche qui, si sceglie di impegnare le Regioni in piani organizzativi incentrati sull’attiva partecipazione dei medici di medicina generale”. Punti perfettibili del testo? “Mi pare più velleitario il capitolo che mette in capo alle cure primarie la riduzione degli accessi impropri al Pronto Soccorso – risponde Barbieri -. È un obiettivo in sé condivisibile ma mancano quasi completamente gli strumenti che potrebbero rendere il medico di base regista di una dinamica che, allo stato attuale, è completamente indipendente dalla sua azione”.
Il coordinatore nazionale Filippo Giannobile segnala che in questo ACN si è anche “affrontato il problema del ‘ricambio generazionale’ proponendo una modalità di accesso agli incarichi più celere e la nuova regolamentazione del diritto allo sciopero”.
tiziana.altea | 11 aprile 2018, 09:30
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