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#Rsu18 / Stefania Nava si candida per FP CGIL all’Ospedale di Saronno

Pronta a fare squadra, per sconfiggere egoismo e paura
9 apr. - Giovane, alla sua prima esperienza come candidata, ma con idee ben chiare in testa: il sindacato ha il compito di svegliare i lavoratori, di spingerli a “fare squadra”, difendendo i diritti senza chiudersi in egoismi individuali. Stefania Nava, 35 anni, il prossimo 17, 18 e 19 aprile si presenterà nella lista FP CGIL all’Ospedale di Saronno (ASST Valle Olona), dove lavora infermiera professionale in Unità coronarica.
La sua esperienza sindacale è iniziata meno di un anno fa, come rsa in un’altra sigla sindacale. “Prima non ci avevo nemmeno pensato -racconta Stefania- e in precedenza, se qualcuno mi avesse proposto di fare la rappresentante, mi sarei quasi messa a ridere. Poi ho deciso di mettermi in gioco e ho iniziato questo percorso.
Ai tavoli di trattativa ha conosciuto la FP CGIL e presto ha compreso che questo è il suo sindacato. Una scelta non scontata, in un comparto dove sono molto diffuse le organizzazioni corporative: “Ho subito apprezzato la competenza e la propositività dei delegati CGIL -spiega-. Un sindacato, se vuole davvero rappresentare i lavoratori, deve sapere costruire, lavorare per obiettivi, non limitarsi a manipolare la rabbia per raccogliere consensi facili”.
Originaria di Rovellasca, in provincia di Como, Stefania Nava si è laureata in Scienze Infermieristiche all’Università Statale di Milano. Si dice fiera della sua indipendenza, conquistata presto, ancora ventenne, soprattutto grazia al lavoro. “Sono in ospedale da dodici anni -dice-, a Milano, al Niguarda, poi a Saronno. Prima di approdare in U.C. ho lavorato nei reparti di Neurochirurgia, Rianimazione, Dialisi e Cardiologia. In testa, nel suo “programma elettorale”, ci sono colleghe e colleghi del Pronto Soccorso e dell’ambito materno infantile: “Entrambi scontano una cronica carenza di organico -sostiene la nostra candidata-, che incide negativamente sulla possibilità di usufruire di ferie e riposi. Senza contare, in P.S., il problema delle violenze da parte dell’utenza. Più in generale, vorrei battermi per eliminare i tanti soprusi che molti lavoratori ancora subiscono da parte dei loro superiori, spesso senza nemmeno riuscire a denunciarli per paura di ritorsioni”. (Simone Cereda)
pubblicazione | 09 aprile 2018, 09:59
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