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Pa / Fischiare protetti

Novità sul fronte del whistleblowing, con la recente circolare dell’Inps
29 mar. – “Anche tutte le organizzazioni sindacali devono incalzare le pubbliche amministrazioni per verificare l’applicazione e le disposizioni a tutela dei ‘fischiatori’”. Claudio Tosi, Fp Cgil Lombardia, si riferisce a quei dipendenti che decidono di segnalare reati o irregolarità riscontrate nell’ambito lavorativo (i cosiddetti whistleblower) e che a maggior ragione, proprio per questo, vanno tutelati. Una recente circolare dell’Inps, la 54 del 26 marzo 2018, interpreta e dispone della legge 179/2017 che modifica e applica la legge sull’ordinamento pubblico (165/2011). “Ci sono delle novità in materia. Intanto, ogni amministrazione deve dotarsi del responsabile prevenzione della corruzione e della trasparenza. È a lui che il lavoratore deve rivolgersi per segnalare illegalità e malcostume. E poi le Pa devono dotarsi di opportune strumentazioni. Mi riferisco a procedure, a modulistica, da inoltrare poi all’autorità nazionale anticorruzione. È proprio qui, all’Anac, che andranno fatte le segnalazioni, non più al ministero della funzione pubblica” spiega Tosi. Le lavoratrici e i lavoratori che si espongono in nome della correttezza e dell’etica potrebbero essere oggetto di ritorsioni ed è per questo che legge e norme arrivano in soccorso per proteggerli. “Non vanno garantiti al 100 per cento ma al mille per mille – commenta il sindacalista -. Il tema della legalità, anche considerando la partita degli appalti, nelle Pa c’è tutto. La circolare Inps, tra le misure, stabilisce che il ‘fischiatore’ non può essere sanzionato, demansionato, trasferito. Ogni rivalsa nei suoi confronti andrà segnalata sia all’Anac sia alle organizzazioni sindacali. Così entriamo in gioco anche noi”. Da qui l’appello con cui abbiamo iniziato questo articolo.  
tiziana.altea | 29 marzo 2018, 09:00
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