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Accordo su diritto a informazione e consultazione: l’Europa lo nega

Fp Cgil: non ci stiamo. Grieco (vicepresidente NEA): una discriminazione inaccettabile verso i lavoratori pubblici
28 mar. – “Siamo indignati. Il no della Commissione all’accordo informazione e consultazione: una decisione politica non tecnica”, twitta la Fp Cgil del dipartimento internazionale. Si aggiunge Nicoletta Grieco: “Secondo la @EU_Commission i lavoratori pubblici non possono accedere ai diritti di informazione e consultazione come i privati. Inaccettabile”. Ed è proprio alla rappresentante della categoria, nonché vicepresidente del comitato europeo del settore amministrazioni centrali (NEA) della federazione europea dei servizi pubblici (Epsu), che chiediamo lumi. “La Commissione Europea non vuole tramutare in direttiva l'accordo su informazione e consultazione raggiunto nell'ambito del comitato europeo per il dialogo sociale siglato a Bruxelles il 21 dicembre 2015. Di fatto così discriminando i lavoratori pubblici su diritti che invece hanno i lavoratori privati – spiega la sindacalista -. La Fp Cgil al direttivo nazionale del 26 gennaio scorso ha approvato un ordine del giorno per difendere questo accordo che interessa a livello europeo milioni di lavoratori delle funzioni centrali e sostiene l’Epsu affinché si arrivi anche alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea”. Questa esclusione dunque è gravissima. “Sì. E non solo viola  il trattato sul funzionamento dell’Unione Europea ma indebolisce il dialogo sociale oltre che i comitati settoriali. L’accordo dà la possibilità di confrontarsi negozialmente con le amministrazioni pubbliche anche su organizzazione del lavoro, orario di lavoro, salute e sicurezza, ad esempio. Mentre con questa mossa la Commissione potrà agire di soli atti unilaterali. Ma stiamo scherzando? Noi no. E non ci stiamo. La Fp Cgil è l'unica a difendere i diritti dei lavoratori anche in Europa con l’attiva partecipazione ai comitati settoriali”.
tiziana.altea | 28 marzo 2018, 11:50
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