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#8Marzo

Cgil: “Lotto Insieme, come ieri, per domani”; Fp Cgil: “Funzione Paritaria”. La giornata internazionale della donna dedicata dal sindacato rosso alla legge 194. Senza trascurare le tante problematiche di genere
8 mar. – La giornata internazionale della donna 2018 la Cgil l’ha dedicata in particolare alla legge 194 che quest’anno compie 40 anni. “Lotto Insieme, come ieri, per domani” è lo slogan scelto per questa tornata dal sindacato di Corso d’Italia. Ma la legge sull’interruzione volontaria di gravidanza resta di gran lunga inapplicata nel nostro paese, tanto da sollevare le preoccupazioni anche del comitato per i diritti umani dell’Onu. In Italia circa il 70% dei medici ginecologi è obiettore, e per i pochi non obiettori le condizioni di lavoro sono grame, con carichi di lavoro iniqui, ferie e riposi quando si riesce e non in quanto necessità e diritto. Figuriamoci poi per i diritti delle donne. Da qui la declinazione dello slogan da parte della Fp Cgil nazionale: “Oggi come ieri, la nostra ‘Funzione Paritaria’ per rivendicare e difendere libertà e autodeterminazione delle donne”. Ma le problematiche di genere non finiscono qui, è noto ormai, anche se più spesso si chiudono gli occhi per evitarle. È della Fondazione Di Vittorio il rapporto sulla condizione femminile nel mercato del lavoro italiano che mostra, ancora una volta, che “molto ancora resta da fare”. Visti tutti gli squilibri, tra cui: un divario salariale rispetto agli uomini che è di media del 24% inferiore (nel 2014, indagine Istat) e un divario di quantità e qualità occupazionale. Sono 18 i punti di differenza, nel 2017, tra tasso di occupazione maschile (67,1%) e femminile (48,8%) nella fascia 15-64 anni. Se la disoccupazione femminile (dati provvisori Istat) è più alta di quella maschile di 2,1 punti (12,4% vs 10,3%) la forbice si allarga al Sud (21,9% vs 18%). Il part-time segna un altro gap se, nel 2016, ne ha fatto ricorso il 34% delle donne contro l’8,6% degli uomini. I dati 2016 sull’occupazione femminile per gruppo socio-professionale scattano l’ennesima fotografia del livello del paese se le donne fanno presenza massiccia nell’assistenza alle persone (88,2%) e nelle attività poco qualificate dei servizi (77,6%) mentre la loro presenza è più modesta ad esempio nella fascia alta di imprenditori e dirigenti (26,7%).
A livello europeo, va segnalata la campagna della Confederazione Europea dei Sindacati per la Direttiva UE “Equilibrio vita privata – lavoro”. La conciliazione favorisce l’occupazione femminile, la scelta di maternità e la condivisione dei carichi di cura.
Per l’8 marzo, la Fp Cgil Lombardia ha organizzato un evento social su Facebook con le candidate alle elezioni Rsu del 17-18-19 aprile prossimi. Tra i primi messaggi arrivati viene sottolineata la forza delle donne, il coraggio e la fierezza di lottare per i propri diritti, “la piena autonomia di scegliere ciò che vogliamo”. Il rispetto della loro persona. Basta con le mortificazioni e i bavagli. “Basta con la violenza contro le donne, con i femminicidi, con la continua sottovalutazione del fenomeno. La società tutta, a partire dagli uomini e dalle istituzioni, deve farsi carico di questo drammatico problema. È necessaria una svolta culturale che faccia del rispetto delle donne e della loro differenza un pilastro di democrazia e libertà” continua a ribadire la segretaria generale della categoria Manuela Vanoli.
tiziana.altea | 08 marzo 2018, 08:15
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