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#Rsu18 / Pasquale Piemontese e il motto operativo 'Non sei da solo'

Candidato da 20 anni alle Rsu, il delegato ha spirito ed energie di un ragazzino. La sua battaglia al Policlinico San Matteo di Pavia è per sanare le carenze di personale
6 mar. – Tra un mese compirà 54 anni. È nato nel foggiano, a Monte Sant’Angelo. Pasquale Piemontese, sposato, una figlia di 16 anni e un figlio di 14, è una forza della natura. Anche in rete: sui social, whatsapp, su internet dove ha un sito e due blog. È un candidato alle Rsu da sempre, da quando sono iniziate 20 anni fa, nel 1998. E sempre nelle liste della Fp Cgil. “Sono sempre stato Cgil, ne condivido i valori”, afferma. La sua storia, lasciata la Puglia, continua a Pavia, dove si iscrive all’Università, prima a ingegneria e poi al corso di laurea in tecniche di laboratorio biomedico. “Avevo bisogno di accelerare i tempi per iniziare a lavorare”, racconta. E il lavoro lo trova, nel ’93, al laboratorio analisi dell’ospedale di Vigevano. Per poi passare dal 2010 al Policlinico San Matteo di Pavia, dove fa il coordinatore tecnico di laboratorio. “Volevo avvicinarmi a dove vivo. Ma siccome sono un rappresentante sindacale la mia domanda di mobilità non veniva mai presa in considerazione. Allora quando è uscito il concorso, ho fatto ricorso. Le norme prevedono che prima del concorso le amministrazioni pubbliche devono fare la mobilità. E allora ce l’ho fatta”. Perché ti ricandidi? “Al San Matteo è difficile mettere al centro i lavoratori. Ci sono pesanti carenze di personale e diritti disattesi. Ma come sindacato non desistiamo. Importante l’accordo aziendale del 28 febbraio scorso sulla mobilità interna, fortemente voluto da noi, per dare regole chiare ai dipendenti (circa 2742) del comparto, affinché possano trasferirsi da un reparto all’altro. Prima era invece il caos – risponde Piemontese -. Abbiamo anche voluto l’accordo sull’orario di lavoro – aggiunge -. La matrice del proprio lavoro ora la sceglie il dipendente nel corso della riunione di reparto. Non è più il Sitra, il servizio infermieristico tecnico riabilitativo, a farlo”. Quali sono le tue priorità? “La battaglia sul personale che manca. È un problema serio: le lavoratrici e i lavoratori fanno tanti straordinari, saltano ferie e riposi. La recente preintesa del contratto nazionale stabilisce le 11 ore di riposo, come già la normativa europea, e questo va a nostro vantaggio. Dovremo usarla di più per poi chiedere nuove assunzioni”. Cos’altro voi dirci di te? “Sono sempre a disposizione dei lavoratori. Davvero non li lascio soli. E non è uno slogan: mi prendo cura di loro dall’inizio alla fine”.
tiziana.altea | 06 marzo 2018, 08:57
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