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Econord: verso lo stato di agitazione unitario

Pronti a proclamare lo stato di agitazione: perché due anni di attesa per un premio di risultato sono troppi, ma non solo. È chiara la decisione presa dall'attivo regionale unitario dei delegati Econord, riunitosi giovedì 15 febbraio nella sede di FP CGIL Lombardia.
16 feb. - I lavori, coordinati da Luigi Chiari, segretario regionale Uiltrasporti, sono stati aperti da Natale Minchillo, che ha ricordato come Econord abbia sconfessato la bozza di accordo sulla produttività condivisa nella primavera del 2016: “Avevamo accettato quella sfida -ha spiegato il segretario regionale FP CGIL, responsabile del comparto Igiene Ambientale - perché, con quella proposta, l’azienda si impegnava a discutere con le RSU l'organizzazione del lavoro nei vari cantieri”. Un anno dopo, però, l'azienda ha cambiato versione, dichiarandosi indisponibile a continuare la trattativa sulla bozza già concordata. Econord, messa alle strette da FP CGIL, FIT CISL, Uiltrasporti e Fiadel, ha riconvocato il tavolo per il prossimo 1 marzo, a Varese. In quella sede le organizzazioni sindacali ribadiranno le loro richieste sul premio: 80 euro sul premio presenza trimestrale, 200 per il cosiddetto premio diligenza (120 per chi non guida mezzo) e un premio di cantiere da determinare sulla base di una nuova organizzazione del lavoro definita insieme alle RSU.
“Se l'azienda non ripartirà da questi punti -ha detto Minchillo- dobbiamo essere pronti a proclamare lo stato di agitazione in tutti i cantieri, consapevoli, poi, che i problemi con Econord non si limitano al mancato accordo sul premio”. Tutti i delegati presenti, infatti, hanno denunciato il progressivo deteriorarsi delle condizioni di lavoro e delle relazioni con la parte datoriale. Mezzi, vestiario, carichi di lavoro: le questioni aperte sono innumerevoli. Le risposte dell'azienda, per ora, insufficienti. “Se entro il mese di marzo non avremo riscontro -si legge nell'ordine del giorno approvato all'unanimità dall'attivo- saremo pronti ad ogni forma di lotta, compreso lo sciopero”. (Simone Cereda)
pubblicazione | 16 febbraio 2018, 08:11
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