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Disabili sensoriali / A rischio chiusura il Centro non vedenti di Brescia

Drera (Fp Cgil): “facciamo appello ai candidati alla Regione: le linee guida vanno cambiate e questo importante servizio va salvaguardato!”
13 feb. – Ha un passivo di circa 175mila euro. Non coperto dai 50mila euro arrivati al posto dei 250mila promessi dal presidente di Regione Lombardia Roberto Maroni. Il Centro non vedenti di Brescia, di cui Comune e Provincia sono i soci fondatori, rischia di chiudere. A danno dei 32 dipendenti e del diritto allo studio dei disabili visivi. “Sabato scorso, con il presidente dell’istituto e la Cisl siamo tornati a lanciare l’allarme per salvare questa eccellenza lombarda che ha una storia di 40 anni. Il Centro segue in 127 scuole di oltre 75 comuni del territorio circa 150 alunni” racconta Marco Drera della Fp Cgil. Avete il timore che non si arrivi nemmeno a chiudere l’anno scolastico. Cosa non quadra? “Il sistema di accreditamento è stato cambiato in modo sbagliato. Dall’Ats vengono certificate e rimborsate solo le prestazioni fatte. Ma il Centro non eroga solo quelle, fornisce anche materiali, consulenze tiflologiche, fa corsi per insegnanti e ad personam. Non è corretto conteggiare esclusivamente in base alla presenza dell’allievo in classe” sostiene il sindacalista. Di certo il disavanzo è molto alto. “Peraltro, mentre la Provincia ha stanziato 200mila euro, il Comune non ha messo la sua quota, accampando la scusa che la Corte dei Conti vieta di finanziare enti di cui si è soci. Per noi questa interpretazione è discutibile – aggiunge Drera -. E Regione ha tirato indietro una mano quando ha visto la Provincia mettere una quota. Ora per chiudere il pareggio in bilancio mancano 175mila euro, secondo i contabili del Cnv”. Visto il periodo elettorale, cosa chiedete ai candidati alla Regione? “Vogliamo salvaguardare la storia e le prospettive del Centro, il suo percorso formativo-culturale. La sua capacità di pagare gli stipendi ai dipendenti ed erogare il servizio ai disabili sensoriali. E non vederlo costretto all’elemosina e alla chiusura. Perciò le linee guida, avviate l’anno scorso in via sperimentale, vanno cambiate”.
tiziana.altea | 13 febbraio 2018, 07:56
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