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Camusso (Cgil): “l’Europa parla del nostro futuro”

In vista delle elezioni europee, ieri su Radio Articolo 1 uno speciale, nutrito da importanti contributi e condotto da Altero Frigerio e Roberta Lisi
20 mar. – “Siamo schierati per l’Europa, l’Europa parla del nostro futuro”. Così Susanna Camusso, responsabile Cgil delle politiche internazionali, ieri allo speciale che Radio Articolo 1 ha dedicato all’Europa in vista del voto di maggio. La trasmissione, condotta dal direttore Altero Frigerio insieme a Roberta Lisi, ha visto importanti contributi, tra cui quelli di Chiara Saraceno, Nadia Urbinati, Nando Dalla Chiesa, Gian Carlo Caselli, Donatella Di Cesare, Luigi Ferrajoli, Emma Bonino e Liliana Segre.
Per Camusso serve una “dimensione contrattuale dell’Europa nei confronti delle grandi potenze”, per cui bisogna “scegliere di essere forti e uniti”, come i giovani ambientalisti in lotta il 15 marzo scorso. L’Europa in quanto luogo unificante, strumento che rassicura anche nella crisi. Con un fisco comune e giusto, ad esempio; con un costo del lavoro “che converge verso l’alto”, con una indennità di disoccupazione europea. Le politiche di austerità hanno reso più deboli i cittadini, ma l’Europa resta, secondo Camusso, “l’unica opportunità che abbiamo” per non essere tagliati fuori dalle vie strategiche e socialmente sostenibili per il futuro del mondo. Conferma la sociologa Chiara Saraceno, nella globalizzazione l’Europa deve “fare squadra, avere regole comuni, negoziate, per produrre benessere per tutti e non nuovi squilibri”. Nadia Urbinati, docente di scienze politiche alla Columbia University di New York, fa appello alla necessità di “un’Europa più politica e più attenta alle questioni di legittimità democratica e dei poteri che oggi sfuggono di mano”, riferendosi in particolare alla Banca centrale. Ma indica anche i pericoli di un’Europa nazionalista e tensiva e quelli di forze che vorrebbero “la fine dell’Europa”, vedi Russia e Stati Uniti.
Bisogna ritornare alle origini del modello sociale europeo, negato attraverso il neoliberismo. “Per ridare senso a un’Europa dei diritti universali bisogna che il potere sia europeo e non giocato sul potere di veto dei singoli stati” afferma Camusso, ricordando come dietro alle grandi guerre ci siano sempre anche ragioni economiche. “Le ragioni dell’economia e del lavoro sono fondamentali” ma tradotte in politiche di pace per abbattere i muri: “la chiusura dei confini è premessa per costruire la guerra”. Di Europa come “grande costruzione di pace” e dei popoli parla il Prof. Nando Dalla Chiesa. Con Gian Carlo Caselli che, non solo vede nell’Unione Europea una “garanzia dei diritti e un baluardo verso i progetti autoritari di alcuni governi”, ma, da magistrato, rileva l’importanza della giustizia transnazionale per far fronte a una “criminalità organizzata sempre più globalizzata”.
Per la filosofa Donatella Di Cesare l’Europa è “vittima di un nazionalismo autoritario anche interno. La crisi dell’Europa è dovuta al fatto che non sia riuscita a diventare una forma politica post nazionale. In questa nuova età dei muri è avvenuto che l’Europa, patria dei diritti umani, ha un po’ tradito se stessa e calpestato tutti coloro che non sono protetti. Questo è un grande problema, il problema della migrazione, che non è stato affrontato adeguatamente né sul piano politico né sul piano etico”. E allora, di nuovo, bisogna cambiare. “I porti non possono essere chiusi” afferma Camusso, che per sconfiggere le paure e i trafficanti invita a “costruire regole di accesso”. Secondo il giurista Luigi Ferrajoli le politiche in materia di migranti sono “la cosa più vergognosa”: si stanno “distruggendo le basi sociali della democrazia, che consistono nella solidarietà, nell’affidamento reciproco, nella percezione delle persone come uguali, nella valorizzazione delle differenze. Sappiamo tutto degli orrori che accompagnano i respingimenti dei migranti, le persone che affogano in mare, e tutto questo non è perdonabile”. Ma ancora per lui la ragione resta una speranza, come una vera unificazione politica europea e nei diritti. “Il tema è quale Europa sociale, soprattutto perché l’Europa è quella che ha prodotto l’idea sociale. Chi si definisce europeo dovrebbe vergognarsi di aver perso questo senso” attacca Camusso, chiamando alla ricostruzione di una dimensione comune. “Solo l’Europa è il nostro destino possibile. Imperfetta come costruzione. Ma è un buon motivo per riparare la barca e spingerla in avanti” sostiene Emma Bonino. “Un’Europa prima di tutto libera dalle parole dell’odio” vuole Liliana Segre. “Le prossime elezioni europee sono un appuntamento molto importante – dichiara la senatrice -. Spero che risulti un Parlamento a maggioranza democratica, che sia capace di contrastare tutto quanto vediamo di razzista, xenofobo, violento, antisemita che percorre l’Europa”.
Nello speciale hanno trovato spazio anche le tematiche femminili. Se gli “attacchi sistematici alla libertà delle donne” continuano, nel nostro e in altri paesi, l’Europa “è il luogo dove molti diritti delle donne sono stati riconosciuti e poi affermati nei singoli paesi” rileva Susanna Camusso. Vedi il ricorso sulla mancata applicazione della legge 194 che, presentato dalla Cgil, è stato accolto in sede europea. “Il futuro è donna. Una delle tante ragioni che ci porta a dire che bisogna intanto difendere l’Europa che abbiamo per poterne costruire una migliore”.
tiziana.altea | 20 marzo 2019, 09:00
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