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Autonomia differenziata / No a differenti diritti

Dagli interventi all’assemblea generale Fp Cgil Lombardia di Manuela Vanoli (che guida la categoria), Elena Lattuada (Cgil Lombardia) e Serena Sorrentino (Fp nazionale)
6 mar. – Si è discusso anche di autonomia differenziata – avanzata da Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna - ieri, all’assemblea generale della Funzione Pubblica Cgil Lombardia. La segretaria generale della categoria regionale, Manuela Vanoli, lo ha fatto nel suo passaggio sulla contrattazione. Il contratto nazionale, la sua funzione regolatoria su parte normativa ed economica, non è solo messo in forse dalla legge delega, attraverso cui il governo può sia intervenire nello stabilire quali materie possono “derogare la legge, e da lì al fatto che la legge torni a sostituire la contrattazione il passo è breve”, sia, con una norma, decidere quali materie siano in capo al ccnl e quali alla contrattazione decentrata (quando oggi fa tutto il contratto nazionale). Ipotesi queste che farebbero arretrare il lavoro pubblico ai tempi dei decreti del Presidente della Repubblica. “E’ in campo anche un altro tentativo di smantellare il ruolo della contrattazione nazionale che passa attraverso l’idea di un regionalismo differenziato che prevede contratti regionali, idea che noi stiamo contrastando, non solo per questo aspetto ma anche per le conseguenze che provocherebbe all’unità e alla coesione sociale dell’intero paese” attacca Vanoli.
Non è da meno Elena Lattuada, segretaria generale della Cgil Lombardia che, rifacendosi alla Costituzione, guarda alla solidarietà cooperativa tra le regioni e non alle divaricazioni avanzate da quelle economicamente più forti: “siamo contrari alla proposta di autonomia differenziata perché porta separazione e disuguaglianze tra le persone. Dobbiamo tenere insieme questo paese che in tanti vogliono dividere, lottare contro le disparità e le disuguaglianze, che sono disuguaglianze anche di opportunità”.
A rincarare la dose, nell’intervento conclusivo, la segretaria generale della Fp Cgil nazionale Serena Sorrentino, che parte da uno zoccolo duro della sua categoria: “Per noi il decentramento amministrativo non può arrestarsi. La prossimità amministrativa ai cittadini è una nostra rivendicazione storica. Ma è altra cosa dall’autonomia differenziata che non porta equità e giustizia sociale ma che è una secessione legislativa”.
tiziana.altea | 06 marzo 2019, 09:00
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