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Non è uno scherzo

Si avvicina la Giornata internazionale della donna. A Grandate c’è da riaffermarne i principi
4 mar. – Nel palazzo comunale di Grandate, in provincia di Como, lavorano troppe donne. Un uomo, consigliere di minoranza, si sente minoranza anche in quanto maschio. E attacca le lavoratrici. Presentando mozioni contro l’esagerata presenza di donne in servizio, ben 9 su 15 dipendenti, più la sindaca, la segretaria comunale e la vice segretaria.
Non è uno scherzo purtroppo. E la Fp Cgil, insieme alla Uil e a tutta la Rsu, si è schierata contro il consigliere Dario Lucca. “É inaccettabile che donne, lavoratrici, dipendenti, spesso con ruoli di responsabilità e dirigenziali, ancora oggi vengano giudicate non per il loro operato ma solo ed esclusivamente in quanto persone di sesso femminile”, denunciano le categorie e la Rsu. Stefania Macrì della Fp Cgil di Como sottolinea: “Qualora il consigliere se ne fosse dimenticato, negli enti locali si accede tramite concorso pubblico. Si entra per merito. Un politico, partecipe della vita sociale della comunità, a maggior ragione dovrebbe stare nel merito. Attaccare la presenza delle donne è discriminatorio. Ed è un insulto per tutte le donne che tentano di affermarsi nonostante la disparità di salario, i part-time costretti, le minacce di licenziamento in caso di maternità e il peso della cura famigliare che ancora oggi grava quasi esclusivamente sulle donne”. I sindacati invitano anche l’amministrazione comunale a prendere le distanze dalle esternazioni di Lucca. (aa)
angela.amarante | 04 marzo 2019, 10:00
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